Con l’approvazione del DDL Concorrenza da parte del Consiglio dei Ministri, prende forma la prima riforma organica della professione di agente immobiliare dopo oltre trent’anni.
La normativa di riferimento è ancora la Legge n. 39 del 1989, nata in un periodo nel quale il mercato immobiliare, gli strumenti tecnologici e le esigenze dei consumatori erano molto diversi da quelli attuali. L’inserimento della riforma nel disegno di legge è stato quindi accolto con soddisfazione dalla Consulta Interassociativa composta da FIMAA, FIAIP e ANAMA, quindi soddisfatti loro siam tutti tranquilli.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la preparazione degli operatori e offrire maggiori garanzie a chi vende, acquista o affida la gestione di un immobile, e questa è una cosa su cui non si discute chi opera nel settore sa dei danni di immagine causati da persone poco preparate che hanno operato e che operano.
Tra le novità previste figura l’obbligo della formazione continua, con almeno 60 ore da svolgere ogni tre anni e crediti formativi certificati, vedremo in seguito i costi che comporterà.
Viene inoltre introdotta la possibilità di accedere alla professione attraverso un percorso universitario abilitante, alternativo al tradizionale esame presso la Camera di Commercio che personalmente giudico molto qualificante ed ottimo biglietto da visita
Un altro cambiamento importante riguarda gli incarichi di mediazione, per i quali diventerebbe obbligatoria la forma scritta. È prevista anche l’istituzione di un conto dedicato alla gestione delle caparre, una misura pensata per rendere più trasparenti e sicuri i passaggi economici collegati alle compravendite.
È un passaggio significativo, perché riconosce che l’agente immobiliare non può limitarsi a mettere in contatto le parti, ma deve assicurare preparazione, trasparenza e correttezza durante ogni fase della trattativa.
La riforma interviene inoltre sul property management, cioè la gestione professionale degli immobili per conto di terzi. Si tratta di un’attività cresciuta molto negli ultimi anni, anche grazie alla diffusione degli affitti brevi, ma rimasta finora priva di una disciplina specifica. Sono previste, infine, regole più severe per contrastare l’esercizio abusivo della professione.
I presidenti di FIMAA, FIAIP e ANAMA ritengono che il provvedimento vada nella giusta direzione. La mediazione immobiliare, infatti, riguarda decisioni economiche molto importanti per le famiglie italiane e richiede competenza, responsabilità e tutela effettiva dei consumatori.
Il percorso, però, non è ancora concluso: il DDL dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento. La Consulta ha già annunciato che seguirà il confronto, presentando ulteriori proposte nell’interesse della categoria, del mercato e dei cittadini.
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