A Monteortone, ai piedi dei Colli Euganei, è stato messo in vendita il grande complesso immobiliare dei Salesiani, una proprietà conosciuta da generazioni da chi vive tra Abano Terme, Teolo e Torreglia.
Il prezzo richiesto per l’intero patrimonio è di circa 35 milioni di euro. Nel pacchetto rientrano l’ex monastero, strutture ricettive, centro termale, spazi per incontri e convegni, circa 10.000 metri quadrati di superfici interne e 25 ettari di terreno, oltre agli hotel San Marco e Mamma Margherita. Si parla anche di un primo interesse da parte di un fondo inglese, ma al momento siamo ancora nelle fasi iniziali.
La storia della proprietà merita però di essere ricordata.
L’antico convento, nato molti secoli fa, nell’Ottocento venne acquistato dalla famiglia padovana Trieste-Sacerdoti, che lo trasformò in un importante stabilimento termale. Nel 1937, in un periodo purtroppo segnato dalle persecuzioni antiebraiche, la proprietà fu ceduta ai Salesiani di Don Bosco. I religiosi trasformarono il complesso in seminario teologico e vi rimasero con questa funzione fino al 1970, quando la struttura venne successivamente destinata all’ospitalità.
Quindi i Salesiani sono presenti qui da quasi novant’anni.
E viene spontanea una battuta, ma neanche troppo: ormai i soldi comandano. Se anche i Salesiani, dopo quasi un secolo inseriti in questo territorio, decidono di fare cassa mettendo in vendita un patrimonio di queste dimensioni… viene proprio da dire che non c’è più religione.
Ebbene che cosa diventerà domani questa enorme area???? La preoccupazione non è teorica. A poca distanza, nel territorio di Torreglia, è già in corso una forte discussione sul progetto di ampliamento della Luxardo(azienda produttrice di liquori), che prevede un nuovo magazzino automatizzato di circa 3.200 metri quadrati, con un volume di circa 23.000 metri cubi. Il progetto ha provocato proteste, raccolte firme e la mobilitazione di cittadini preoccupati per il paesaggio, il consumo di suolo e il futuro dei Colli Euganei.
Ed è qui che nasce una domanda inevitabile.
Se domani chi acquisterà i 25 ettari dei Salesiani chiedesse di trasformare una parte delle strutture o dei terreni in abitazioni, appartamenti, residence o altre costruzioni, quale potrebbe essere l’impatto complessivo sulla zona?
Il padovano è da sempre molto affezionato ai Colli Euganei, una vera valvola di sfogo a pochi chilometri dalla città. È anche per questo che ogni intervento importante sui Colli viene seguito con particolare attenzione da chi vive a Padova e nei comuni vicini.
Non significa che una trasformazione residenziale accadrà: un intervento del genere dovrebbe rispettare gli strumenti urbanistici, i vincoli paesaggistici e le autorizzazioni previste dal Parco Colli. Ma proprio per le dimensioni dell’operazione è ragionevole chiedersi fin da ora quale futuro si voglia dare a quest’area.
Monteortone e Torreglia sono due realtà vicinissime e inserite nello stesso delicato paesaggio dei Colli Euganei. Per questo forse sarebbe utile guardare questi progetti non uno alla volta, ma nel loro insieme.
Perché un singolo intervento può sembrare sostenibile. Dieci interventi vicini, invece, possono cambiare per sempre un territorio.
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